Zoe

Alzi la mano chi non ha mai amato in vita sua, nessuna mano alzata? Bene, vuol dire allora che avete certamente sofferto. Non di solitudine, però. Quella mattina eravamo andati, io e Ettore, a cercare la nostra amica Giada e abbiamo, invece, trovato Zoe, due occhi incantevoli e un musetto da perderci la testa. Alessandro l’aveva messa tra le braccia di Ettore, con queste parole “insieme sarete felici. Lo so, ne sono sicuro, lo sento, siete fatti l’uno per l’altra”. Rimasi impietrito. Cesira, la nostra adorabile Cesira, ci aveva lasciato già da un anno, una brutta storia, cancro alle ossa. Avevamo tutti davvero sofferto per la sua morte, e l’idea di ricominciare una nuova relazione era la cosa più lontana dalle nostre aspettative, dai nostri desideri. Ettore aprì le braccia e la lasciò andare, bruscamente. Zoe si offese, forse si fece addirittura male e lemme lemme rientrò nel giardino, dove la sua numerosa famiglia prese immediatamente a consolarla. Il giorno dopo, però, Ettore appena alzato mi guardò con quel suo sguardo triste, le orecchie basse “ papà, era davvero carina Zoe, e se avesse ragione Alessandro, se davvero siamo fatti l’uno per l’altra?” Finì la frase così, non serviva dire altro, buttammo giù la colazione e in breve eravamo già pronti per tornare da lei, ma Alessandro, o forse Paola, la moglie, nel frattempo avevano cambiato idea, non si fidavano più, il nostro atteggiamento del giorno prima li aveva insospettiti. In fondo una figlia, anche se pelosetta, è sempre una figlia, e il modo in cui Ettore l’aveva lasciata li aveva resi critici, sospettosi. Ci volle del buono e del bello per fargli cambiare idea, giorni di telefonate, insistenze, preghiere e poi, finalmente, la buona notizia: “Zoe è qui, vi aspetta, arrivate?”. L’intercessione di Giada, forse, li aveva convinti e così Zoe poté entrare felicemente e a pieno diritto nella nostra famiglia. E devo riconoscere che Alessandro ci aveva visto lungo, Ettore e Zoe erano davvero fatti l’uno per l’altra, una coppia affiatata, sempre pronti a giocare, a divertirsi, a rincorrersi, ad avventurarsi per i boschi della sabina. Non c’è più stato giorno in cui non siamo stati tutti insieme, anche in viaggio, anche in vacanza, al mare come in montagna. Non ci siamo più lasciati, sempre, sempre insieme e, incredibilmente, senza nervosismi, mai un problema, un litigio, un’incomprensione. E dire che l’inizio non fu certo dei migliori, distrusse un divano, così, tanto per fare qualcosa, per noia probabilmente, per poi dedicarsi ai vasi, estirpando tutto, ma proprio tutto, con cura e metodo. Arrivò pure un brutto giorno in cui trovò, non so dove, della carne marcia e ci si rotolò sopra ben bene, con gusto, avidamente. Tornò, allegra e contenta, che puzzava a dodici metri di distanza, si, sembra che i cani, certi cani lo facciano. Ah, già, non ve l’avevo detto…si, Zoe è un cane, ma che dico cane è un Lagotto, anzi la nostra Lagottina sempre felice, che abbaia solo quando è davvero indispensabile, che la mattina fa naso naso con la nostra gatta quando questa rientra in casa dopo una notte di scorribande. Zoe che ama passare il tempo fissando per ore un raggio di luce in attesa del casuale passaggio dell’ombra di un insetto, di un uccello o di una farfalla, per poi scattare cercando di prenderla. Non ci credete? Glielo dirò, chissà che per voi non faccia un’eccezione e vi morda.

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