L’algoritmo della paura

Dicono che nella frazione di secondo che precede un impatto ti passi tutta la vita davanti. Nessuno racconta invece cosa ti esplode in testa alle tre di notte, quando lo smartphone sul comodino si accende da solo con due parole secche sullo schermo: «Crash rilevato». Cuore in gola, bocca asciutta, di cartone. La mappa segna … Continua a leggere L’algoritmo della paura

Click!

Il taccuino di pelle nera, un’agendina che voleva assomigliare a quella di Chatwin, era rimasto sul tavolo per anni, intriso dagli odori di cucina e insozzato da ditate di sugo. Su quelle pagine ingiallite, come in un muro incrostato da vecchi graffiti, avevo annotato minuziosamente per lunghi anni parecchie decine, anzi, centinaia di frasi, di … Continua a leggere Click!

Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole

Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già assai goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai ritmi frenetici della batucada alla contemplazione delle meraviglie del Rinascimento, ma senza alcuna fermata intermedia. Mia madre, danzatrice … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole

Devozioni

Ben prima che il matrimonio mi introducesse ai codici della gastronomia emiliana, il sangue mi aveva già fatto devoto al culto del formaggio. Eredità mista di rigore piemontese, asprezza ciociara e indolenza trasteverina. E quindi, lo avrete senz'altro capito, per me tutto fa brodo: mozzarelle, caciocavalli, erborinati di malga e paste molli di pianura. Nessuna … Continua a leggere Devozioni

Restrizioni emiliane

In Emilia, la dieta non è una necessità medica, bensì una fonte di stress, uno spreco di tempo e la rinuncia inspiegabile a cibi ottimi e straordinariamente nutrienti. L'Emilia, terra dove la logica soccombe davanti a una sfoglia tirata a regola d’arte e dove il colesterolo viene considerato, al massimo, un’opinione discordante, una opzione, quasi … Continua a leggere Restrizioni emiliane

Tette

Nacqui famoso? No, e neppure lo divenni in seguito, ma fu subito chiaro a tutti che ero famelico, affamato, vorace e, posso dirlo, decisamente impaziente. Costrinsi mamma ad allattarmi fino ai tre anni, finché l’erogazione di colpo cessò e il definitivo esaurimento scorte mi obbligò ad abbandonare il seno materno, ma a quel punto la mia … Continua a leggere Tette

Viscere

"In Carne" di Patrizia Trevisi, foto di Marco Blasi Arrivato a quell’età in cui la memoria farebbe bene a rassegnare le dimissioni, mi trovo invece a ripassare il passato, a riconsiderare i miei anni migliori trascorsi sempre con le gambe sotto i tavoli di un’osteria o di una trattoria spesso, molto spesso, di nessuna reputazione. … Continua a leggere Viscere

Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro

Still-life, ricerca personale e nessun committente. Nella mia vita la celebre parabola di Arbasino ha subito un errore di cronologia, un deragliamento involontario del destino, ma cambiando l'ordine dei fattori, il risultato è rimasto identico: sono sempre io. Da giovane, infatti, non fui mai "una promessa", per tutti ero già, con una certa puntualità, "il … Continua a leggere Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro

Non, mercì.

C’è sempre un momento preciso in cui la geografia del cuore smette di coincidere con quella delle mappe. Per me quel momento ha una data incerta, tra il 1979 e il 1980, e l’aspetto magnifico di un villaggio berbero affacciato sul Mediterraneo, Herglà. Ero lì solo per ritrovare un amico ma mi stavo per scoprire … Continua a leggere Non, mercì.