Foto Raíssa Lisboa Fu a Parma, tra i banchi opulenti di una Fiera Agricola, in quella città gaudente che mi appariva come un eden gastronomico, che il pensiero iniziò a farsi strada. Ma perché, mi chiesi, in mezzo a tanta abbondanza effimera, chiacchiere di successi, di denaro e carriere, whiskey millesimati, tartufi e tagliatelle, non … Continua a leggere Gaudio marino, Addio!
Categoria: barca
77
Eppure era proprio il 1977, e più esattamente in quel piovoso mese di aprile, quando ci balenò l'idea di trascorrere la Pasqua a Ponza. Ah, l'arcipelago pontino... un miraggio di rocce bianche e mare cobalto. Ma, si sa, gli Dei dispettosi amano i percorsi tortuosi, e la nave, infatti, in quel periodo levava l'ancora prima … Continua a leggere 77
Luminescenze
Il primo pensiero all’alba, l’ultimo prima del sonno: Soffio. La mia barca, esile creaturina di mogano, ormeggiata alla meglio nel porticciolo romano di Ventotene, come un’amante perfidamente abbandonata. Porto Romano, dicevano, sicuro, gratuito, romantico. Peccato che la gratitudine del mare finisca dove inizia la mia paranoia. Chi controllerà gli ormeggi? E se un pescatore ubriaco … Continua a leggere Luminescenze
Un amico, vero!
Era partito con l’intenzione di frequentare in Scozia un corso per mastro d’ascia e un paio di anni dopo ne tornò con un Morgan Giles d’epoca, ovviamente in legno e con le vele rosse. Traversò la Manica, da solo, e arrivato in Francia prese la via dei canali. Voleva arrivare in Mediterraneo approfittando delle vie … Continua a leggere Un amico, vero!
Brick a l’oeuf, colera e narghilè
Carlo e lo squalo a Favignana. Ponza, un’estate di un’altra era geologica. Una barca a vela che aveva visto giorni migliori, diciamo pure un’arzillo decrepito sloop, stipava un’umanità assortita: tre amici, le rispettive metà (più o meno), e un cane, la cui identità anagrafica resta avvolta nella nebbia del tempo. Destinazione ambiziosa: Capo Bon, Tunisia. … Continua a leggere Brick a l’oeuf, colera e narghilè
Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi
Con Franco Vitale, due modelle e l'aereo residuato. Arrivai a Cavallò che era notte. L’isola mi accolse come si accoglie il cadavere putrido di un soldato della Semeillante. Unica differenza, ma non da poco: non ero reduce da un naufragio, ma solo pesantemente febbricitante. Conoscevo già quell'isola, appena un puntino nell’azzurro indifferente del mare e … Continua a leggere Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi