Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai tropici alla culla del Rinascimento senza fermate intermedie. Mia madre, danzatrice eccelsa e dall’immenso talento, aveva ricevuto un invito … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole
Categoria: artisti
Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro
Still-life, ricerca personale e nessun committente. Nella mia vita la celebre parabola di Arbasino ha subito un errore di cronologia, un deragliamento involontario del destino, ma cambiando l'ordine dei fattori, il risultato è rimasto identico: sono sempre io. Da giovane, infatti, non fui mai "una promessa", per tutti ero già, con una certa puntualità, "il … Continua a leggere Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro
Un uomo mite
Ieri mattina se n'è andato un amico, uno di quelli importanti, e adesso mi manca l'aria, devo riprendere fiato, perché i suoi cari sono anche i miei, e le cose si complicano. Betta, sua moglie, è la sorella di Cristina, la mia prima amatissima moglie che ho perso del tutto solo pochi anni fa. Questo … Continua a leggere Un uomo mite
Tè, Trine e Tredici Corde
Certi periodi della mia vita hanno ancora la nitidezza di una fotografia in Kodachrome, pellicola dai colori saturi, come saturi sono stati i nostri vent’anni. E Roma era per me proprio una di queste istantanee perfette. Non era solo una città, in quel periodo era come una gigantesca giostra delle meraviglie, in cui tutto si … Continua a leggere Tè, Trine e Tredici Corde
OZU, l’officina
Una fabbrica persa in mezzo a un bosco, un luogo dove l'arte, la tecnologia e l'industria sono state inghiottite dalla natura. Non solo un edificio nuovamente abbandonato, ma un monito silenzioso del tempo che passa e della forza inarrestabile del mondo naturale. Un complesso di mattoni, vetri e cemento, con l’imponente canna fumaria che un … Continua a leggere OZU, l’officina
1980
Daniela e Victor in Houdinì, 1978, Beat '72 Daniela, reduce dal ruolo di Mavi, ne portava ancora addosso le scorie, come un abito troppo stretto che non si riesce a sfilare. Mavi, creatura tormentata e dura, le si era incollata all'anima con la tenacia di un’ombra. E Daniela, fragile nonostante l'apparenza, faticava a scrollarsela di … Continua a leggere 1980
Roma, pasta & cappuccini
(Photo by Eric Parker) Roma, si sa, è un teatro di paradossi. Se ti azzardi, in una sera qualunque, a desiderare una pizza da Baffetto, puoi scommettere che ti troverai a officiare il rito propiziatorio della fila. E se la notte, per di più, decide di elargire quella sua pioggerella sottile e perfida che ti … Continua a leggere Roma, pasta & cappuccini
Alfa e omega di un amicizia
Diceva Seneca, mica uno qualunque, che la fortuna non esiste, esiste invece il particolare momento in cui il talento e l’opportunità si incontrano.Questa storia ebbe inizio attorno a un tavolo di una delle più rinomate agenzie pubblicitarie di Roma. Fui invitato a quella riunione perché ero considerato un esperto di piani media. In realtà, non … Continua a leggere Alfa e omega di un amicizia
Brustico elegiaco
“Nipoti miei diletti”, così si chiamava il film che mi era stato proposto. Avrei fatto il fotonico, come tante altre volte nelle produzioni di Gianni Minervini. La storia si svolgeva nel ventennio, all’inizio della guerra d’Abissinia e raccontava di una zia che voleva salvare i suoi nipoti, impedendogli di partire per il fronte. Avremmo girato … Continua a leggere Brustico elegiaco
Un cavallo di razza
Con Cristina, diciamo la verità, era una storia finita già da qualche settimana, scolorita come in un vecchio film in bianco e nero proiettato su un muro scrostato. Nel frigorifero, reliquie di un’esistenza che fu: due bottiglie di Martini dry agonizzanti, a metà del loro percorso esistenziale, e una manciata di crackers, mosci e solitari. … Continua a leggere Un cavallo di razza