Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai tropici alla culla del Rinascimento senza fermate intermedie. Mia madre, danzatrice eccelsa e dall’immenso talento, aveva ricevuto un invito … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole
Categoria: racconti
Devozioni
Ben prima che un unione, divenuta recentemente matrimonio, mi introducesse ai rituali della gastronomia emiliana, le mie ascendenze, un bizzarro incrocio tra la severità piemontese, l'asprezza ciociara e l'indolenza trasteverina/rocchiciana, mi avevano già educato al culto dei formaggi. Di tutti, s'intende, dalle mozzarelle ai caciocavalli, dagli erborinati di malga a quelli di pianura, gli stracchinati…senza … Continua a leggere Devozioni
Restrizioni emiliane
In Emilia, la dieta non è una necessità medica, bensì una fonte di stress, uno spreco di tempo e la rinuncia inspiegabile a cibi ottimi e straordinariamente nutrienti. L'Emilia, terra dove la logica soccombe davanti a una sfoglia tirata a regola d’arte e dove il colesterolo viene considerato, al massimo, un’opinione discordante, una opzione, quasi … Continua a leggere Restrizioni emiliane
Tette
Nacqui famoso? No, e neppure lo divenni in seguito, ma fu subito chiaro a tutti che ero famelico, affamato, vorace e, possiamo dirlo, decisamente impaziente. Costrinsi mamma ad allattarmi fino ai tre anni, finché la cessazione dell’erogazione e un definitivo esaurimento scorte non mi obbligarono ad abbandonare il seno materno, ma a quel punto la … Continua a leggere Tette
Viscere
"In Carne" di Patrizia Trevisi, foto di Marco Blasi Arrivato a quell’età in cui la memoria farebbe bene a rassegnare le dimissioni, mi trovo invece a ripassare il passato, a riconsiderare i miei anni migliori trascorsi sempre con le gambe sotto i tavoli di un’osteria o di una trattoria spesso, molto spesso, di nessuna reputazione. … Continua a leggere Viscere
Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro
Still-life, ricerca personale e nessun committente. Nella mia vita la celebre parabola di Arbasino ha subito un errore di cronologia, un deragliamento involontario del destino, ma cambiando l'ordine dei fattori, il risultato è rimasto identico: sono sempre io. Da giovane, infatti, non fui mai "una promessa", per tutti ero già, con una certa puntualità, "il … Continua a leggere Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro
Non, mercì.
C’è sempre un momento preciso in cui la geografia del cuore smette di coincidere con quella delle mappe. Per me quel momento ha una data incerta, tra il 1979 e il 1980, e l’aspetto magnifico di un villaggio berbero affacciato sul Mediterraneo, Herglà. Ero lì solo per ritrovare un amico ma mi stavo per scoprire … Continua a leggere Non, mercì.
…di navigatori, di trasmigratori e di fotografi.
Si chiamava Gianni. Chiamiamolo pure così, in fondo era il suo vero nome: un nome che evocava stirpi di stilisti, di industriali velisti e di fotografi famosi. A lui sarebbe piaciuto interpretare almeno uno di questi ruoli, e invece era un giovane come tanti, belloccio, assai robusto e sufficientemente smidollato. Una robustezza inutile, tutta dedita … Continua a leggere …di navigatori, di trasmigratori e di fotografi.
tragicommedia a metano
Venticinque anni di armonia sono un tempo spropositato, quasi sospetto; specialmente se vissuti con quel piglio flemmatico ma deciso che serve a mascherare la serena consapevolezza del disastro. Era dunque arrivato il momento fisiologico di interrompere questo scandaloso idillio e cercare, finalmente, un solido motivo di dissidio. Non che ci mancassero i precedenti: avevamo collezionato … Continua a leggere tragicommedia a metano
Tre quarti di me
Perché dovrei perdere me stesso per essere come gli altri? Me lo domandavo un giorno di tanti anni fa, in una di quelle mattine tiepide di primavera, solita illusione della rinascita. Ero in piedi, davanti allo specchio opaco di un lussuoso bagno che non era di casa mia, e la frase di Schopenhauer mi era … Continua a leggere Tre quarti di me