Dicono che nella frazione di secondo che precede un impatto ti passi tutta la vita davanti. Nessuno racconta invece cosa ti esplode in testa alle tre di notte, quando lo smartphone sul comodino si accende da solo con due parole secche sullo schermo: «Crash rilevato». Cuore in gola, bocca asciutta, di cartone. La mappa segna … Continua a leggere L’algoritmo della paura
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19 luglio ‘26
Stamattina mi sono svegliato male, storto. Fuori fa un caldo d'inferno e Zoe, la nostra lagotta di undici anni, ormai ha iniziato a trascinarsi dietro il vasto campionario di acciacchi che la veterinaria liquida con un comodo «è l'età». Finiti i tempi delle corse da capriolo: adesso siamo due mezzi pensionati, stanchi ma che si … Continua a leggere 19 luglio ‘26
Restrizioni emiliane
In Emilia, la dieta non è una necessità medica, bensì una fonte di stress, uno spreco di tempo e la rinuncia inspiegabile a cibi ottimi e straordinariamente nutrienti. L'Emilia, terra dove la logica soccombe davanti a una sfoglia tirata a regola d’arte e dove il colesterolo viene considerato, al massimo, un’opinione discordante, una opzione, quasi … Continua a leggere Restrizioni emiliane
Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro
Still-life, ricerca personale e nessun committente. Nella mia vita la celebre parabola di Arbasino ha subito un errore di cronologia, un deragliamento involontario del destino, ma cambiando l'ordine dei fattori, il risultato è rimasto identico: sono sempre io. Da giovane, infatti, non fui mai "una promessa", per tutti ero già, con una certa puntualità, "il … Continua a leggere Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro
Non, mercì.
C’è sempre un momento preciso in cui la geografia del cuore smette di coincidere con quella delle mappe. Per me quel momento ha una data incerta, tra il 1979 e il 1980, e l’aspetto magnifico di un villaggio berbero affacciato sul Mediterraneo, Herglà. Ero lì solo per ritrovare un amico ma mi stavo per scoprire … Continua a leggere Non, mercì.
…di navigatori, di trasmigratori e di fotografi.
Si chiamava Gianni. Chiamiamolo pure così, in fondo era il suo vero nome: un nome che evocava stirpi di stilisti, di industriali velisti e di fotografi famosi. A lui sarebbe piaciuto interpretare almeno uno di questi ruoli, e invece era un giovane come tanti, belloccio, assai robusto e sufficientemente smidollato. Una robustezza inutile, tutta dedita … Continua a leggere …di navigatori, di trasmigratori e di fotografi.
tragicommedia a metano
Venticinque anni di armonia sono un tempo spropositato, quasi sospetto; specialmente se vissuti con quel piglio flemmatico ma deciso che serve a mascherare la serena consapevolezza del disastro. Era dunque arrivato il momento fisiologico di interrompere questo scandaloso idillio e cercare, finalmente, un solido motivo di dissidio. Non che ci mancassero i precedenti: avevamo collezionato … Continua a leggere tragicommedia a metano
Tre quarti di me
Perché dovrei perdere me stesso per essere come gli altri? Me lo domandavo un giorno di tanti anni fa, in una di quelle mattine tiepide di primavera, solita illusione della rinascita. Ero in piedi, davanti allo specchio opaco di un lussuoso bagno che non era di casa mia, e la frase di Schopenhauer mi era … Continua a leggere Tre quarti di me
Un uomo mite
Ieri mattina se n'è andato un amico, uno di quelli importanti, e adesso mi manca l'aria, devo riprendere fiato, perché i suoi cari sono anche i miei, e le cose si complicano. Betta, sua moglie, è la sorella di Cristina, la mia prima amatissima moglie che ho perso del tutto solo pochi anni fa. Questo … Continua a leggere Un uomo mite
Si, cambiare!
Non ho mai cercato di avere un aspetto definito, un’identità certa e un lavoro stabile. L’incertezza è stata la costante dei miei 76 attuali anni. Iniziò con l’incertezza di sopravvivere, nacqui in casa, infatti, con il cordone ombelicale stretto intorno al collo e con la mano destra a impedirgli di stringere ancora più forte. Il … Continua a leggere Si, cambiare!