Z

1967! Più esattamente 21 aprile 1967, ore otto e trentacinque del mattino. Arrivai davanti al cancello del Castelnuovo trafelato, come al solito in ritardo. Non era facile arrivare puntuali, il liceo si trovava su via Giuseppe Barellai al civico 130, una strada di campagna, lunga e stretta, circondata da campi in quel momento in piena … Continua a leggere Z

Una missione deliziosa

Ventinove gennaio, mercoledì. Avevo appena lasciato Ettore a scuola ed ero andato, come al solito, a prendere un caffè con gli amici, Cristiano e Emiliano. A pagare, come sempre o quasi, Emiliano, il giovane macellaio.  Il bar era pieno, negozianti in apertura, il farmacista ancora assonnato, crocicchi di mamme ciarliere intorno ai cornetti caldi. Dalla … Continua a leggere Una missione deliziosa

Vite

In quegli anni tanti erano fuggiti dalla città, cercando, e a volte trovando, una vita diversa, più vera, lontano dagli agi di una famiglia protettiva, quindi borghese, quindi da evitare. Assolutamente da evitare. La fuga di una generazione dalle comodità e dalle banali tentazioni cittadine. Qualcuno fuggì per costruire, per una vita più eccitante, stimolante, … Continua a leggere Vite

Cernie & cappuccino

“Baasiluzzo? Ma dov'è baasiluzzo? I never….” così reagì, la mamma americana di una mia fidanzatina al mio racconto sulla imminente vacanza a Basiluzzo. Ai tempi del liceo appena terminate le scuole, e assai prima dei quadri, sì, dei risultati, preparavo lo zaino, pochi viveri, l’indispensabile vestiario estivo, una piccolissima canadese i pochi soldi e via, … Continua a leggere Cernie & cappuccino

Sopravvivere

Ceres Ramos, è Aletto, una delle tre Erinni. 1992 Sono sempre stato fortunato, fin da piccolo. Ho avuto la fortuna di essere figlio unico fino ai dodici anni, così da non sovraccaricare di lavoro la mia perfida istitutrice, l’Erinni vivente che riversava su di me, ben concentrato, tutto l’odio che poteva avere per i miei … Continua a leggere Sopravvivere

Professoroni

Era il 1969, mamma aveva quarantasei anni quando papà morì. Otto anni era durata la sua malattia, otto lunghi terribili anni. Iniziò con una sensazione di avere una piccola “cosa” dura e mobile sotto pelle, sotto i fasci muscolari all’altezza dell’ombellico. Ricordo quando papà lo disse a mamma, a bassa voce, bisbigliando appena, per non … Continua a leggere Professoroni

La kapparbonara

La cipolla o l’aglio nella Amatriciana e magari pure la pancetta al posto del guanciale e pretendi pure di saper cucinare? Ed ecco, partono gli insulti, l’anatema, la presa in giro pesante, insopportabile. Come se le ricette fossero delle verità rivelate, immobili nei secoli, immutabili, e non frutto di casuali intuizioni, di contaminazioni etniche, di … Continua a leggere La kapparbonara

Untorini, untorelli.

A quei tempi, erano gli anni’60, andavamo in vacanza al Circeo, avevo un Velosolex, nero, con cui mi spostavo, rigorosamente in pianura. Lungomare, Lacona, Torre Paola, Baia d’Argento, Torre Olevola, questo era il percorso che preferivo, tutto in pianura. Solo un paio di volte l’ho usato per andare su in paese, alla grotta delle Capre, … Continua a leggere Untorini, untorelli.

Totani & Gasolio

L’isola del Giglio, un paradiso, almeno fino a poche decine di anni fa. Ci passavamo ogni estate, una sosta più o meno breve durante le nostre crociere in giro per l’arcipelago toscano, con la mitica Soffio, uno one off di Bertorello, una barchetta nervosa nata per le regate IOR, un sesta classe un po’ estremo. … Continua a leggere Totani & Gasolio

Un calice, un ultimo calice.

Le due ragazze mi stavano aspettando già da ore, ma io riuscii ad arrivare solo dopo le ventitré, e loro avevano già finito da tempo di mangiare, restava nei loro calici un fondo di rosso. Non si erano annoiate, in ogni caso, il posto era accogliente, il cibo ottimo, i vini davvero super e il … Continua a leggere Un calice, un ultimo calice.