Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai tropici alla culla del Rinascimento senza fermate intermedie. Mia madre, danzatrice eccelsa e dall’immenso talento, aveva ricevuto un invito … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole
Categoria: teatro
Un uomo mite
Ieri mattina se n'è andato un amico, uno di quelli importanti, e adesso mi manca l'aria, devo riprendere fiato, perché i suoi cari sono anche i miei, e le cose si complicano. Betta, sua moglie, è la sorella di Cristina, la mia prima amatissima moglie che ho perso del tutto solo pochi anni fa. Questo … Continua a leggere Un uomo mite
Tè, Trine e Tredici Corde
Certi periodi della mia vita hanno ancora la nitidezza di una fotografia in Kodachrome, pellicola dai colori saturi, come saturi sono stati i nostri vent’anni. E Roma era per me proprio una di queste istantanee perfette. Non era solo una città, in quel periodo era come una gigantesca giostra delle meraviglie, in cui tutto si … Continua a leggere Tè, Trine e Tredici Corde
1980
Daniela e Victor in Houdinì, 1978, Beat '72 Daniela, reduce dal ruolo di Mavi, ne portava ancora addosso le scorie, come un abito troppo stretto che non si riesce a sfilare. Mavi, creatura tormentata e dura, le si era incollata all'anima con la tenacia di un’ombra. E Daniela, fragile nonostante l'apparenza, faticava a scrollarsela di … Continua a leggere 1980
Alfa e omega di un amicizia
Diceva Seneca, mica uno qualunque, che la fortuna non esiste, esiste invece il particolare momento in cui il talento e l’opportunità si incontrano.Questa storia ebbe inizio attorno a un tavolo di una delle più rinomate agenzie pubblicitarie di Roma. Fui invitato a quella riunione perché ero considerato un esperto di piani media. In realtà, non … Continua a leggere Alfa e omega di un amicizia
Un cavallo di razza
Con Cristina, diciamo la verità, era una storia finita già da qualche settimana, scolorita come in un vecchio film in bianco e nero proiettato su un muro scrostato. Nel frigorifero, reliquie di un’esistenza che fu: due bottiglie di Martini dry agonizzanti, a metà del loro percorso esistenziale, e una manciata di crackers, mosci e solitari. … Continua a leggere Un cavallo di razza
Scarpini & bucatini
A Roma, i "danzatori scalzi" impazzavano con una tale furia che presentarsi sul palco con le scarpe era diventato un gesto da reazionari, anzi, peggio: una dichiarazione di fallimento artistico. Chi osava calzare le punte veniva immediatamente marchiato a fuoco con l'epiteto di "classico", una tara, un marchio osceno, da esibire con vergogna. Mode, si … Continua a leggere Scarpini & bucatini
1799, nascita di un’amicizia
Poggio Moiano, Teatro Vicolo Primo, dicembre 2007, un uomo solo sul palcoscenico, una scena scarna, essenziale. Zoppica vistosamente, ha in mano una valigia, una valigia muta che promette storie. E la prima storia è quella di un treno perduto. Quale treno, lo avremmo saputo presto, in novanta minuti che parvero un’eternità di sguardi fissi e … Continua a leggere 1799, nascita di un’amicizia
Orme
Gibellina. “Non sei molto lontano da me, mezz’ora di strada”. Avevo appena postato una foto di Ettore e Paola davanti al tempio F di Selinunte, quando mi apparve questa risposta, un invito esplicito, secco, perentorio, quasi quanto un ordine. In realtà erano passati cinquantacinque anni dall’ultima volta che ci eravamo visti, tanti. Era un chiaro … Continua a leggere Orme
Ricordi ascellari
Ettore, come un altro me. La nostra casa era una babele, fatta di persone, carta e inchiostro. Tra i mobili di quel Brasile d’altri tempi, i libri si accatastavano come devoti in processione, c’era il rigore di Verga, il tormento di Pirandello e le rime argute di Trilussa che, con una certa eleganza, si facevano … Continua a leggere Ricordi ascellari