L’algoritmo della paura

Dicono che nella frazione di secondo che precede un impatto ti passi tutta la vita davanti. Nessuno racconta invece cosa ti esplode in testa alle tre di notte, quando lo smartphone sul comodino si accende da solo con due parole secche sullo schermo: «Crash rilevato». Cuore in gola, bocca asciutta, di cartone. La mappa segna … Continua a leggere L’algoritmo della paura

Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole

Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già assai goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai ritmi frenetici della batucada alla contemplazione delle meraviglie del Rinascimento, ma senza alcuna fermata intermedia. Mia madre, danzatrice … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole

Tette

Nacqui famoso? No, e neppure lo divenni in seguito, ma fu subito chiaro a tutti che ero famelico, affamato, vorace e, posso dirlo, decisamente impaziente. Costrinsi mamma ad allattarmi fino ai tre anni, finché l’erogazione di colpo cessò e il definitivo esaurimento scorte mi obbligò ad abbandonare il seno materno, ma a quel punto la mia … Continua a leggere Tette

Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro

Still-life, ricerca personale e nessun committente. Nella mia vita la celebre parabola di Arbasino ha subito un errore di cronologia, un deragliamento involontario del destino, ma cambiando l'ordine dei fattori, il risultato è rimasto identico: sono sempre io. Da giovane, infatti, non fui mai "una promessa", per tutti ero già, con una certa puntualità, "il … Continua a leggere Brillante promessa, solito stronzo, venerato maestro

un aprile di piombo

Fu in un giorno imprecisato dell’aprile di quel disgraziatissimo 1978, l’anno che si portava appresso il peso di una storia troppo grande, troppo sporca, troppo romana.  Io, mio fratello Andrea e la mia compagna di allora parcheggiammo la mia vecchia Mercedes 180 bordeaux tra i cassonetti della nettezza urbana, strabordandi di rifiuti, posti alla fine … Continua a leggere un aprile di piombo

A Natale

Mi sentivo come appena uscito dalle medie, vissute nelle grige aule del Virgilio, e l'aria della scuola, densa e severa come l'incenso in una chiesa, non si era ancora del tutto diradata che eccomi, senza nemmeno il tempo di respirare l'aria nuova, ad intaccare il secondo anno del Righi, il liceo scientifico d'acciaio inox di … Continua a leggere A Natale

Tè, Trine e Tredici Corde

Certi periodi della mia vita hanno ancora la nitidezza di una fotografia in Kodachrome, pellicola dai colori saturi, come saturi sono stati i nostri vent’anni. E Roma era per me proprio una di queste istantanee perfette. Non era solo una città, in quel periodo era come una gigantesca giostra delle meraviglie, in cui tutto si … Continua a leggere Tè, Trine e Tredici Corde

numeri

Questo 2025 si presenta con la solita prosopopea degli anni che promettono meraviglie, e che poi si rivelano la solita trappola di cifre e disillusioni. Ma questo, dicevano gli animi più ingenui e creduloni e/o i cartomanti più audaci, era diverso, doveva essere diverso. Un anno "magico", "alchemico", "ricco di significato". Io, dal canto mio, … Continua a leggere numeri

Si, cambiare!

Non ho mai cercato di avere un aspetto definito, un’identità certa e un lavoro stabile. L’incertezza è stata la costante dei miei 76 attuali anni. Iniziò con l’incertezza di sopravvivere, nacqui in casa, infatti, con il cordone ombelicale stretto intorno al collo e con la mano destra a impedirgli di stringere ancora più forte. Il … Continua a leggere Si, cambiare!