Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai tropici alla culla del Rinascimento senza fermate intermedie. Mia madre, danzatrice eccelsa e dall’immenso talento, aveva ricevuto un invito … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole
Categoria: ragazzini
Tette
Nacqui famoso? No, e neppure lo divenni in seguito, ma fu subito chiaro a tutti che ero famelico, affamato, vorace e, possiamo dirlo, decisamente impaziente. Costrinsi mamma ad allattarmi fino ai tre anni, finché la cessazione dell’erogazione e un definitivo esaurimento scorte non mi obbligarono ad abbandonare il seno materno, ma a quel punto la … Continua a leggere Tette
numeri
Questo 2025 si presenta con la solita prosopopea degli anni che promettono meraviglie, e che poi si rivelano la solita trappola di cifre e disillusioni. Ma questo, dicevano gli animi più ingenui e creduloni e/o i cartomanti più audaci, era diverso, doveva essere diverso. Un anno "magico", "alchemico", "ricco di significato". Io, dal canto mio, … Continua a leggere numeri
Si, cambiare!
Non ho mai cercato di avere un aspetto definito, un’identità certa e un lavoro stabile. L’incertezza è stata la costante dei miei 76 attuali anni. Iniziò con l’incertezza di sopravvivere, nacqui in casa, infatti, con il cordone ombelicale stretto intorno al collo e con la mano destra a impedirgli di stringere ancora più forte. Il … Continua a leggere Si, cambiare!
Proprio un amore di ragazzino
Non rammento con precisione l’anno esatto, ma io, in quel periodo incerto della pre-adolescenza, ero quel ragazzino schivo che si preparava, con malcelata riluttanza, ad affrontare la prima media. L’italiano non era ancora la mia lingua d’elezione, ma nonostante una cadenza che tradiva le mie recenti origini sudamericane, la mia padronanza della lingua era, a … Continua a leggere Proprio un amore di ragazzino
Scarpini & bucatini
A Roma, i "danzatori scalzi" impazzavano con una tale furia che presentarsi sul palco con le scarpe era diventato un gesto da reazionari, anzi, peggio: una dichiarazione di fallimento artistico. Chi osava calzare le punte veniva immediatamente marchiato a fuoco con l'epiteto di "classico", una tara, un marchio osceno, da esibire con vergogna. Mode, si … Continua a leggere Scarpini & bucatini
Ricordi ascellari
Ettore, come un altro me. La nostra casa era una babele, fatta di persone, carta e inchiostro. Tra i mobili di quel Brasile d’altri tempi, i libri si accatastavano come devoti in processione, c’era il rigore di Verga, il tormento di Pirandello e le rime argute di Trilussa che, con una certa eleganza, si facevano … Continua a leggere Ricordi ascellari
Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil
Nossa casa, mamãe, Paolo e a gangue La nostra casa sorgeva in un quartiere dove il verde non era un semplice colore, ma una esplosione di esuberante vita vegetale che quasi assediava l'Avenida Paulista. A cinquanta metri da noi, all’angolo con Rua Ribeirão Preto, un albero ancestrale, una enorme Jaca, lanciava sulla terra i suoi … Continua a leggere Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil
Teonanacatl forever!
Ditemi un po’, anime pie e peccatori di passaggio, a quanti di voi piacciono i ragni? Qualcuno ha il fegato di trovarli «belli» o, Dio me ne scampi, «appetitosi»? Eppure, in quel Brasile spudorato e magico, il ragno non è una maledizione, ma una pietanza, un boccone prelibato da accompagnare con un sorso di pinga. … Continua a leggere Teonanacatl forever!
Navigare necesse est.Almeno per me
L'Aracuan. Mio padre, con le sue due immancabili Leica IIIf, è stato il coreografo del mio sguardo, il responsabile primo del mio innamoramento per la fotografia. Ma è stato anche, suo malgrado, l’architetto della mia ossessione per la vela. Tutto ha inizio in una Montevideo dei primi anni Cinquanta, quando papà si mise in testa … Continua a leggere Navigare necesse est.Almeno per me