Sarà stato il 1959. Avevo undici anni ed ero ancora un ragazzino irrequieto ma già goloso, e, solo all’apparenza, disciplinato. Eravamo appena sbarcati dal Brasile, portandoci dietro quel genere di disorientamento tipico di chi passa dai tropici alla culla del Rinascimento senza fermate intermedie. Mia madre, danzatrice eccelsa e dall’immenso talento, aveva ricevuto un invito … Continua a leggere Firenze, città d’arte, di trippai e di fragole
Categoria: danza
Scarpini & bucatini
A Roma, i "danzatori scalzi" impazzavano con una tale furia che presentarsi sul palco con le scarpe era diventato un gesto da reazionari, anzi, peggio: una dichiarazione di fallimento artistico. Chi osava calzare le punte veniva immediatamente marchiato a fuoco con l'epiteto di "classico", una tara, un marchio osceno, da esibire con vergogna. Mode, si … Continua a leggere Scarpini & bucatini
Deposizione
Ah, Paolo. Un esemplare da manuale di quella diaspora tutta italiana che sparge germi di sicilianità persino tra le nebbie pauliste. Nato a Portogruaro, ma siculo fin nel midollo, come a dire che il luogo di nascita è un dettaglio trascurabile di fronte al DNA atavico del Sud. Un artista, si diceva. Definizione sempre vaga, … Continua a leggere Deposizione
Ricordi ascellari
Ettore, come un altro me. La nostra casa era una babele, fatta di persone, carta e inchiostro. Tra i mobili di quel Brasile d’altri tempi, i libri si accatastavano come devoti in processione, c’era il rigore di Verga, il tormento di Pirandello e le rime argute di Trilussa che, con una certa eleganza, si facevano … Continua a leggere Ricordi ascellari
Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil
Nossa casa, mamãe, Paolo e a gangue La nostra casa sorgeva in un quartiere dove il verde non era un semplice colore, ma una esplosione di esuberante vita vegetale che quasi assediava l'Avenida Paulista. A cinquanta metri da noi, all’angolo con Rua Ribeirão Preto, un albero ancestrale, una enorme Jaca, lanciava sulla terra i suoi … Continua a leggere Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil