All’ultima spiaggia? No, davvero.

Anni cinquanta, Vance Packard pubblica una ricerca “I persuasori occulti” basata sui messaggi subliminali, si quelli che l’occhio non vede e il livello cosciente non percepisce e viene fuori che i messaggi che contengono la promessa di una morte futura, anzi, imminente spingono all’acquisto proprio di quei prodotti che, se consumati, possono accelerare la dipartita. … Continua a leggere All’ultima spiaggia? No, davvero.

Ci vuole fegato

Alla fine dei ‘70 ancora giocavo a fare il giornalista, giravo le fiere del settore fotografico, scrivevo articoli, provavo le novità, frequentavo gli “eventi” di presentazione. Sapete com’è, andare ad un Photokina, restarci per giorni, frequentare ogni rappresentanza, ogni brindisi, ogni cena... ci vorrebbe un fegato tanto, un fegato che io davvero non ho mai … Continua a leggere Ci vuole fegato

Illusioni

Il dentista che mi avevano consigliato era dalle parti di Largo Chigi, in una strada parallela a via del Tritone, insomma, il cuore pulsante di Roma. Bravo era bravo, neppure caro, ma il suo pezzo forte era l’assistente, si, l'igienista. Inguainata a fatica dentro una striminzita, castigata divisa che non poteva certo nascondere le sue … Continua a leggere Illusioni

Deposizione

Sì, era un tale che frequentava casa nostra a São Paulo, un giovane nato a Portogruaro ma siciliano fino alla radice dei capelli. Un artista. Non ho alcuna idea di come sia iniziata la frequentazione, forse a causa del fatto che mamma era coreografa e che quindi il giro di amicizie, il gruppo di persone … Continua a leggere Deposizione

Una missione deliziosa

Ventinove gennaio, mercoledì. Avevo appena lasciato Ettore a scuola ed ero andato, come al solito, a prendere un caffè con gli amici, Cristiano e Emiliano. A pagare, come sempre o quasi, Emiliano, il giovane macellaio.  Il bar era pieno, negozianti in apertura, il farmacista ancora assonnato, crocicchi di mamme ciarliere intorno ai cornetti caldi. Dalla … Continua a leggere Una missione deliziosa

Professoroni

Era il 1969, mamma aveva quarantasei anni quando papà morì. Otto anni era durata la sua malattia, otto lunghi terribili anni. Iniziò con una sensazione di avere una piccola “cosa” dura e mobile sotto pelle, sotto i fasci muscolari all’altezza dell’ombellico. Ricordo quando papà lo disse a mamma, a bassa voce, bisbigliando appena, per non … Continua a leggere Professoroni