"Baasiluzzo? Ma dov'è Baasiluzzo? I never..." La frase, pronunciata con un aristocratico inarcarsi di sopracciglio dalla mamma americana della mia momentanea fidanzatina, suonò come un epitaffio prematuro alle mie velleità insulari. Era l'estate post-liceo, un'età in cui i quadri – quelli scolastici, s'intende, non certo le tele – erano appena stati archiviati e l'anima fremeva … Continua a leggere Cernie & cappuccino
Autore: enricoblasifoto
Sopravvivere
Ceres Ramos, è Aletto, una delle tre Erinni. 1992 Sono sempre stato fortunato, fin da piccolo. Ho avuto la fortuna di essere figlio unico fino ai dodici anni, così da non sovraccaricare di lavoro la mia perfida istitutrice, l’Erinni vivente che riversava su di me, ben concentrato, tutto l’odio che poteva avere per i miei … Continua a leggere Sopravvivere
Professoroni
Era il 1969, mamma aveva quarantasei anni quando papà morì. Otto anni era durata la sua malattia, otto lunghi terribili anni. Iniziò con una sensazione di avere una piccola “cosa” dura e mobile sotto pelle, sotto i fasci muscolari all’altezza dell’ombellico. Ricordo quando papà lo disse a mamma, a bassa voce, bisbigliando appena, per non … Continua a leggere Professoroni
La kapparbonara
La cipolla o l’aglio nella Amatriciana e magari pure la pancetta al posto del guanciale e pretendi pure di saper cucinare? Ed ecco, partono gli insulti, l’anatema, la presa in giro pesante, insopportabile. Come se le ricette fossero delle verità rivelate, immobili nei secoli, immutabili, e non frutto di casuali intuizioni, di contaminazioni etniche, di … Continua a leggere La kapparbonara
Untorini, untorelli
A quei tempi, sapete, l’epoca andava di fretta ma noi al Circeo ci muovevamo con la lentezza oziosa delle vacanze. Io, in particolare, avevo un Velosolex nero, una fedele cavalcatura per le pianure. Lungomare, Lacona, Torre Paola, Baia d’Argento, Torre Olevola: questa era la mia geografia preferita, un orizzonte piatto che non conosceva l’onta della … Continua a leggere Untorini, untorelli
Totani & Gasolio
L’isola del Giglio, un paradiso, almeno fino a poche decine di anni fa. Ci passavamo ogni estate, una sosta più o meno breve durante le nostre crociere in giro per l’arcipelago toscano, con la mitica Soffio, uno one off di Bertorello, una barchetta nervosa nata per le regate IOR, un sesta classe un po’ estremo. … Continua a leggere Totani & Gasolio
Un calice, un ultimo calice
Le due ragazze mi stavano aspettando già da ore, ma io riuscii ad arrivare solo dopo le ventitré, e loro avevano già finito da tempo di mangiare, restava nei loro calici un fondo di rosso. Non si erano annoiate in ogni caso, il posto era accogliente, il cibo ottimo, i vini davvero super e il … Continua a leggere Un calice, un ultimo calice
Un pieno di punti
Filiberto era un gaudente, un bon vivant, un simpatico affabulatore. Gli piaceva il buon vino, il cibo e le donne, già, le donne. Ricordo nel tempo di aver conosciuto almeno due o tre “fidanzate” ufficiali, una, quella davvero importante, era una certa Mia, la classica nordeuropea, bionda, occhi azzurri, pelle chiarissima. Una bellissima ragazza svedese. … Continua a leggere Un pieno di punti
Serpenti, quasi parenti
foto Picuki Sì, sono nato con il cordone ombelicale stretto intorno al collo, mentre con una mano tentavo di togliermelo. Non fu un parto facile, quante volte me l’ha raccontato mamma, insistendo sull’aspetto simbolico della faccenda. Poi a due anni, operazione alle tonsille, a Montevideo. Sbagliano l’anestesia e quasi ci resto secco. Quante volte sono … Continua a leggere Serpenti, quasi parenti
Una strada per nemico
Eravamo in sei su quei prati, io, il cane nero, Parodi e... Era mattina, presto, dovevo arrivare al liceo ed ero in ritardo, come sempre, stavo scendendo via Cortina d’Ampezzo con il cinquantino Garelli, il mio amato piccolo bolide, i libri fissati sul portabagagli con l’elasticone. All’ultima curva prima del rettilineo che finisce su Sgaravatti, … Continua a leggere Una strada per nemico