Storie

Bulli, pupe e BSA

Cri + BSA. Mi rotolò addosso cadendo dalle ripidissime scale del Falcone, il club che avevamo a Piazza di Spagna, un’umida cantina sotto l’Ambasciata di Spagna. Per essere precisi non mi cadde proprio addosso, ma sul mobiletto che fungeva da cassa. E di turno alla cassa c’ero proprio io. Scoppiai in una risata fragorosa, anche … Continua a leggere Bulli, pupe e BSA →

Un mare de morchia

Avete mai fatto sega a scuola? E poi, lo facevate per evitare un’interrogazione, oppure solo per fare qualcosa d’altro, che ne so, andare al mare, al bowling? Io, ai tempi del liceo, facevo spesso sega, però stranamente invece di andarmi a divertire da qualche parte, mi imbucavo spesso in una classe di un’altra scuola. A … Continua a leggere Un mare de morchia →

Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil

Nossa casa, mamãe, Paolo e a gangue La nostra casa sorgeva in un quartiere dove il verde non era un semplice colore, ma una esplosione di esuberante vita vegetale che quasi assediava l'Avenida Paulista. A cinquanta metri da noi, all’angolo con Rua Ribeirão Preto, un albero ancestrale, una enorme Jaca, lanciava sulla terra i suoi … Continua a leggere Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil →

Un mucchio di soldi!

Screenshot È una storia incredibile, un incrocio tra un noir di quelli sporchi e un’avventura salgariana finita male. Metà anni Settanta. Iniziai a fare il broker così, quasi per caso e fu un periodo breve, parecchio intenso e, a dire il vero, decisamente pericoloso. Fu più o meno un anno di deliri e di febbrili … Continua a leggere Un mucchio di soldi! →

Ying, yang & love

Come immagino sia capitato a molti, anch’io ho attraversato una fase, diciamo così, di delirio salutista. Accadde per via di una ragazza francese, una creatura eterea che studiava al liceo Chateaubriand, un’istituzione per rampolli francofoni trapiantati nella sonnolenta Roma. Mi piaceva, le piacevo, o almeno così la mia vanità adolescenziale si compiaceva di credere. All’epoca … Continua a leggere Ying, yang & love →

Brick a l’oeuf, colera e narghilè

Carlo e lo squalo a Favignana. Ponza, un’estate di un’altra era geologica. Una barca a vela che aveva visto giorni migliori, diciamo pure un’arzillo decrepito sloop, stipava un’umanità assortita: tre amici, le rispettive metà (più o meno), e un cane, la cui identità anagrafica resta avvolta nella nebbia del tempo. Destinazione ambiziosa: Capo Bon, Tunisia. … Continua a leggere Brick a l’oeuf, colera e narghilè →

La mamma è sempre la mamma. Lo so

Quanti anni sono che mi dedico alla fotografia? Tanti, davvero tanti. Iniziai che avevo più o meno dodici anni, lo sanno tutti. Solo adesso, però, mi sto rendendo conto che in tutto questo tempo non sono mai riuscito a fare delle foto decenti a mamma. Mai. Eppure lei avrebbe voluto, le sarebbe piaciuto, ma io...bloccato, … Continua a leggere La mamma è sempre la mamma. Lo so →

Teonanacatl forever!

Ditemi un po’, anime pie e peccatori di passaggio, a quanti di voi piacciono i ragni? Qualcuno ha il fegato di trovarli «belli» o, Dio me ne scampi, «appetitosi»? Eppure, in quel Brasile spudorato e magico, il ragno non è una maledizione, ma una pietanza, un boccone prelibato da accompagnare con un sorso di pinga. … Continua a leggere Teonanacatl forever! →

Sporchi di sabbia rossa

Sette giugno del duemilasette,  un giorno come tanti, ma a noi pareva che il sole volesse liquefare anche i sassi del Niger. Eravamo scesi nel ventre profondo della Valle di Keita, alle sedici e quarantasette avevamo appena superato il wadi e il destino ci stava già venendo incontro: un muro rosso di nuvole e polvere … Continua a leggere Sporchi di sabbia rossa →

Vacanze? Cauterizzatevi un po’

Braccione alle Tremiti, prima di... 1967. Avevo da poco conosciuto Ennio, “braccione”, come l’avevano soprannominato gli amici da Lisandro, la bisca dove andavamo tutti a giocare a flipper o a confrontarci in interminabili sfide al biliardo, sfide e tornei che terminavano sempre con l’urlo del vincitore...cassaaaaaaa. E gli sconfitti, mogi mogi, andavano a pagare. Gli … Continua a leggere Vacanze? Cauterizzatevi un po’ →