Foto Raíssa Lisboa Fu a Parma, tra i banchi opulenti di una Fiera Agricola, in quella città gaudente che mi appariva come un eden gastronomico, che il pensiero iniziò a farsi strada. Ma perché, mi chiesi, in mezzo a tanta abbondanza effimera, chiacchiere di successi, di denaro e carriere, whiskey millesimati, tartufi e tagliatelle, non … Continua a leggere Gaudio marino, Addio!
Categoria: animali
OZU, l’officina
Una fabbrica persa in mezzo a un bosco, un luogo dove l'arte, la tecnologia e l'industria sono state inghiottite dalla natura. Non solo un edificio nuovamente abbandonato, ma un monito silenzioso del tempo che passa e della forza inarrestabile del mondo naturale. Un complesso di mattoni, vetri e cemento, con l’imponente canna fumaria che un … Continua a leggere OZU, l’officina
Gatte nere e filuferru
ph Henrique Feiten - Pexels Sbarcare da un traghetto alle sei del mattino, con la notte incastrata tra le vertebre come un sassolino fastidioso, è un'esperienza che si colloca di diritto nella galleria degli orrori esistenziali. Ma eravamo in Sardegna, ad Olbia, e la giovinezza, quella sfacciata presunzione di immortalità, ci dipingeva addosso una patina … Continua a leggere Gatte nere e filuferru
Somaini 956, genesi
Mario, Blasi e Tombini. Correva l'anno 1922, un'epoca in cui l'Italia, reduce dalle trincee e dalle febbri malariche, cercava un nuovo respiro. Francesco Somaini, industriale di Lomazzo con fiuto da vecchio volpone, intravide una promessa di ricchezza in quella palude romana che il piccone della bonifica stava lentamente strappando alla malattia. Roma era lì, a … Continua a leggere Somaini 956, genesi
Somaini 956, le Lupe
Il branco di cavalli di Tombini al guado della marana. Somaini, un posto unico, un piccolo villaggio circondato da cinquecento ettari di prati e boschi di querce, mandrie di bovini, branchi di cavalli e greggi. Liberi di correre e brucare l’erba, come è giusto che sia. Come libera era l'umanità che lo abitava, che lo … Continua a leggere Somaini 956, le Lupe
Zoe
Alzi la mano chi non ha mai amato, si intende con la consueta dose di inganni e malinconia. Nessuno? Perfetto. Questo significa che la sofferenza, quella sì, l’avete sperimentata con la dovuta accuratezza. Non la solitudine, però. Quella mattina, io ed Ettore, due anime in pena e in cerca di chissà cosa, eravamo andati a … Continua a leggere Zoe
L’amante del terzo piano
Mi aveva chiamato che la notte, nera come l'inchiostro, si era già stesa sulla città. “Vieni subito, devo parlarti.” Come potevo sottrarmi? Eravamo amici, si diceva così, due anime giovani e un po’ stranite, diciamo pure turbate, con quel vago senso di inadeguatezza che il mondo, spesso, sa regalare. Mi aspettava dietro la porta, … Continua a leggere L’amante del terzo piano
Volpi
Abitavamo ancora dalle parti di via Cortina, tra boschi e valli e quell’anno ci mettemmo in testa di prendere una volpe. Viva, ovviamente. Io e Marc, il mio amico americano, abitavamo a Via San Zeno, nello stesso palazzo. Ci sentivamo capaci di qualunque impresa, invece eravamo solo due adolescenti discoli e intraprendenti, come tanti. Suo … Continua a leggere Volpi
Una storia a otto braccia
Che anni quegli anni Sessanta! Un’epoca che non so bene se ricordo davvero o se me la sono solo raccontata così tante volte che ormai è un’ombra familiare. Nei fantastici sessanta, d'estate, quello era il posto. Non un periodo, ma un luogo con confini precisi: il Circeo. Due mesi interi. Luglio. Agosto. Come se il … Continua a leggere Una storia a otto braccia
Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil
Nossa casa, mamãe, Paolo e a gangue Casa nostra era in un quartiere verde, abbastanza vicino alla Avenida Paulista. A 50 metri, all’angolo con rua Ribeiron Preto, cresceva un grande albero di jaca che produceva dei frutti enormi, che nessuno raccoglieva e così, una volta maturi, precipitavano sul marciapiede lasciando una guazza orrenda, scivolosa e piena … Continua a leggere Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil