Una missione deliziosa

Ventinove gennaio, mercoledì. Avevo appena lasciato Ettore a scuola ed ero andato, come al solito, a prendere un caffè con gli amici, Cristiano e Emiliano. A pagare, come sempre o quasi, Emiliano, il giovane macellaio.  Il bar era pieno, negozianti in apertura, il farmacista ancora assonnato, crocicchi di mamme ciarliere intorno ai cornetti caldi. Dalla … Continua a leggere Una missione deliziosa

Vite

In quegli anni tanti erano fuggiti dalla città, cercando, e a volte trovando, una vita diversa, più vera, lontano dagli agi di una famiglia protettiva, quindi borghese, quindi da evitare. Assolutamente da evitare. La fuga di una generazione dalle comodità e dalle banali tentazioni cittadine. Qualcuno fuggì per costruire, per una vita più eccitante, stimolante, … Continua a leggere Vite

Cernie & cappuccino

"Baasiluzzo? Ma dov'è Baasiluzzo? I never..." La frase, pronunciata con un aristocratico inarcarsi di sopracciglio dalla mamma americana della mia momentanea fidanzatina, suonò come un epitaffio prematuro alle mie velleità insulari. Era l'estate post-liceo, un'età in cui i quadri – quelli scolastici, s'intende, non certo le tele – erano appena stati archiviati e l'anima fremeva … Continua a leggere Cernie & cappuccino

La kapparbonara

La cipolla o l’aglio nella Amatriciana e magari pure la pancetta al posto del guanciale e pretendi pure di saper cucinare? Ed ecco, partono gli insulti, l’anatema, la presa in giro pesante, insopportabile. Come se le ricette fossero delle verità rivelate, immobili nei secoli, immutabili, e non frutto di casuali intuizioni, di contaminazioni etniche, di … Continua a leggere La kapparbonara

Totani & Gasolio

L’isola del Giglio, un paradiso, almeno fino a poche decine di anni fa. Ci passavamo ogni estate, una sosta più o meno breve durante le nostre crociere in giro per l’arcipelago toscano, con la mitica Soffio, uno one off di Bertorello, una barchetta nervosa nata per le regate IOR, un sesta classe un po’ estremo. … Continua a leggere Totani & Gasolio

Un calice, un ultimo calice

Le due ragazze mi stavano aspettando già da ore, ma io riuscii ad arrivare solo dopo le ventitré, e loro avevano già finito da tempo di mangiare, restava nei loro calici un fondo di rosso. Non si erano annoiate in ogni caso, il posto era accogliente, il cibo ottimo, i vini davvero super e il … Continua a leggere Un calice, un ultimo calice

Una gradita sorpresa

Quando ero ragazzino mangiavo poco, ero inappetente, a furia di insistere riuscirono a farmi mangiare alcuni cibi. Poche cose, ma tra queste c’era qualcosa cui non potevo resistere, qualcosa che dovevano per forza nascondermi: il doce de leite. Sì, il doce de leite mi faceva letteralmente impazzire, ma non si può vivere di solo dolce … Continua a leggere Una gradita sorpresa

Una storia semplice

una zuppa Dicono di me che cucino bene, che la mia vita ruota intorno al cibo, che vivo per mangiare, che se do un appuntamento è sempre vicino ad un riferimento alimentare “all'angolo di Viale Libia, accanto al bar Romoli, quello che fa quei deliziosi maritozzi…” Non è sempre stato così, anzi, ero un ragazzino … Continua a leggere Una storia semplice

Sorprendenti visite a sorpresa

Ah, la vita, una commedia involontaria, sempre lì a sorprenderti con un’improvvisazione. Lo zio di mia moglie Paola, uomo di pianura e di essenziali verità, sentenziava: “La tevla la vol granda”. E come dargli torto? Una tavolata festosa, amici che se la godono, risate e il tintinnio delle posate è un unguento per l’anima, capace … Continua a leggere Sorprendenti visite a sorpresa

Eravamo a Comacchio, era il 6 maggio 1976 e c’era poco da ridere

Avevo accettato anche questa volta di fare il fotonico, ma non per soldi, sia chiaro. Mi incuriosiva conoscere l’autore di Balsamus, l’uomo di Satana, e non avevo mai partecipato ad una produzione  horror, così, quando Gianni Minervini mi propose di partecipare alle riprese di La casa dalle finestre che ridono, accettai senza riserve, E feci … Continua a leggere Eravamo a Comacchio, era il 6 maggio 1976 e c’era poco da ridere