Benvenuti al Villino Malincontri

Febbraio 1975. Ci stavamo trasferendo in quel singolare villino dei primi del secolo scorso, incastonato tra le palme e gli alberi da frutto di un giardino pensile, a Monteverde Vecchio. Un’isola felice sopraelevata, a debita distanza dagli occhi indiscreti della strada. La privacy, unita a un affitto sospettosamente modico, ci convinsero a preferirlo ad altre … Continua a leggere Benvenuti al Villino Malincontri →

Odio i cani. Proprio non li sopporto

Cesira Sì, odio i cani. Si può dire? È politically correct? Ma cambiamo discorso, veniamo a me. Sono nato nel 1948 e la mia prima balia, si fa per dire, è stata una macchina da guerra di nome Buck. Oggi lo chiamereste pitbull, allora era solo il terrore di mia madre, bellissima étoile del Teatro … Continua a leggere Odio i cani. Proprio non li sopporto →

Un accanito, indomabile, visionario

Ancora una Leica... Guardate bene questo signore. Non è il solito intellettuale in posa, ma un uomo che porta le sue fotocamere con la stessa naturalezza con cui si indossa un vecchio cappotto di ottima fattura, un po' sgualcito ma impeccabile. E poi quella sigaretta, incastrata tra le dita con una devozione che oggi i … Continua a leggere Un accanito, indomabile, visionario →

Poeti di piombo,Ranxerox,la crisi

Eravamo a metà degli anni Settanta, un'epoca in cui l'Italia sembrava indossare un impermeabile di piombo, appesantita da crisi petrolifere e da un'austerity che serrava le tasche e gli animi. Non erano anni leggeri, ecco. Io e Daniela, poi, subivamo una crisi ulteriore, quella del cambio di rotta esistenziale. Avevo da tempo abbandonato le luci … Continua a leggere Poeti di piombo,Ranxerox,la crisi →

Le terribili occhiate di Ferreri, le ricciole e Johnny

Tre ricciole nel buio. Avete presente il Paradiso? Ecco, l’arcipelago di Lavezzi, incastonato tra le sfumature turchesi del mare e i toni pastello delle rocce, poteva illudere di esserlo. Invece, per i 685 sfortunati imbarcati sulla Semillante, potente vascello da guerra francese, si rivelò un autentico inferno. Il 15 febbraio 1855, spinta da una tempesta … Continua a leggere Le terribili occhiate di Ferreri, le ricciole e Johnny →

Avanti e indietro, non così avanti, ma parecchio indietro

São Paulo, rua Silvia 418, inverno 1954 Avevo imparato da un ballerino di mamma, del “Balet do IV Centenario”, Raoul si chiamava, a fare gli aquiloni. Carta velina colorata, strisce di canna, filo di cotone. Non serviva altro per far volare i sogni lassù, in alto, sempre più in alto. Spesso i sogni terminavano bruscamente quando … Continua a leggere Avanti e indietro, non così avanti, ma parecchio indietro →

Travolti da mostruose, irrisolte, passioni

Ah, i pomodori. Quelli veri, intendiamoci, non di certo le pallide imitazioni olandesi, ma le creature solari, un po' sbilenche, con quella loro livrea scarlatta striata di verde, un vago sentore di terra e un’acidità che ti stuzzica la lingua. Ci avrei costruito un’esistenza intera, un regime alimentare monocolore, e vi confesso, senza tema di … Continua a leggere Travolti da mostruose, irrisolte, passioni →

Era il 38 luglio, un anno prima era scoppiata Reggio

Un take d'agenzia, luglio 1970 Ah, l'estate, quella breve parentesi tra un lavoro e l'altro, un brodo di niente in cui a volte galleggia qualche saporito imprevisto. Luglio, dicevamo? Un mese come tanti, un sole che picchiava sulla carrozzeria della 125 di Vladi, un'auto potente e generosa, come spesso sono le cose prestate, che ci … Continua a leggere Era il 38 luglio, un anno prima era scoppiata Reggio →

Millenovantacinque giorni di sughero. Case history semidrammatica

La prima multisoggetto Nice. Siamo nella seconda metà degli anni Novanta, in quell'Italia che ha ancora fretta di arricchirsi e poca voglia di guardarsi allo specchio. Un giorno, nel nostro studio di Somaini, si presenta un ragazzone dall’occhio svelto e dalla parlantina facile. Si chiama Andrea. Ha ventisette anni, l’età in cui i sogni non … Continua a leggere Millenovantacinque giorni di sughero. Case history semidrammatica →

Sorprendenti visite a sorpresa

Ah, la vita, una commedia involontaria, sempre lì a sorprenderti con un’improvvisazione. Lo zio di mia moglie Paola, uomo di pianura e di essenziali verità, sentenziava: “La tevla la vol granda”. E come dargli torto? Una tavolata festosa, amici che se la godono, risate e il tintinnio delle posate è un unguento per l’anima, capace … Continua a leggere Sorprendenti visite a sorpresa →