Sorprendenti visite a sorpresa

Ah, la vita, una commedia involontaria, sempre lì a sorprenderti con un’improvvisazione. Lo zio di mia moglie Paola, uomo di pianura e di essenziali verità, sentenziava: “La tevla la vol granda”. E come dargli torto? Una tavolata festosa, amici che se la godono, risate e il tintinnio delle posate è un unguento per l’anima, capace … Continua a leggere Sorprendenti visite a sorpresa

Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi

Con Franco Vitale, due modelle e l'aereo residuato. Arrivai a Cavallò che era notte. L’isola mi accolse come si accoglie il cadavere putrido di un soldato della Semeillante. Unica differenza, ma non da poco: non ero reduce da un naufragio, ma solo pesantemente febbricitante. Conoscevo già quell'isola, appena un puntino nell’azzurro indifferente del mare e … Continua a leggere Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi

Méhari, specie di mammifero Artiodattilo Camelide, con una gobba. A volte si accompagna a vitelloni

Strane volizioni mi animavano in quegli anni confusi. Alla vana ricerca di un futuro da fotografo, in quei primi anni Settanta che già odoravano di compromessi, incrociai diverse figure destinate a rimanere semplici comparse nel mio personale film dell’esistenza. Avrei potuto, forse, immortalare la vacuità negli occhi di qualche mannequin per riviste patinate, ma il … Continua a leggere Méhari, specie di mammifero Artiodattilo Camelide, con una gobba. A volte si accompagna a vitelloni

Brazil, ta ta ttata tataaa…

La mia caderneta escolar de identidade, Colegio Pais Leme. Sao Paulo, 1956 Accadde tutto in Brasile, terra di magie, colori e cachaça. Erano gli anni ‘50, dovevo avere cinque o sei anni ma già mi dedicavo con passione crescente alla caipiriñha. Tutto iniziò a Ubatuba, Praia Vermelha, dove avevamo affittato per l'estate una fazenda da un … Continua a leggere Brazil, ta ta ttata tataaa…

Cavoli e aringhe, senza stampelle

Arriva sempre il momento in cui tutti gli orpelli, tutte le stampelle, tutte le mistificazioni vengono viste per quello che sono: inutili, anzi, pericolosi inciampi. In quel preciso momento si inizia a togliere, eliminare, affinare. Fino ad arrivare all’essenza delle cose, all’elemento base da cui tutto deriva, potrebbe derivare. In fotografia l’essenziale è la percezione … Continua a leggere Cavoli e aringhe, senza stampelle

Eravamo a Comacchio, era il 6 maggio 1976 e c’era poco da ridere

Avevo accettato anche questa volta di fare il fotonico, ma non per soldi, sia chiaro. Mi incuriosiva conoscere l’autore di Balsamus, l’uomo di Satana, e non avevo mai partecipato ad una produzione  horror, così, quando Gianni Minervini mi propose di partecipare alle riprese di La casa dalle finestre che ridono, accettai senza riserve, E feci … Continua a leggere Eravamo a Comacchio, era il 6 maggio 1976 e c’era poco da ridere

L’Ultima donna…le ultime polpette, i problemi

Ero "ispettore di produzione", ma assistevo anche, per ragioni professionali e, diciamocelo, per un’amicizia che non si nega a nessuno, Michel De Broix, scenografo senza troppa familiarità con l'eterno, glorioso caos di Roma. Portavo sempre con me, quasi un prolungamento dell’anima, la mia fedele Leica IIIf. La usavo all’occasione, come un’arma bianca, per immortalare ciò … Continua a leggere L’Ultima donna…le ultime polpette, i problemi

Venghino signori, venghino! È arrivato Trufur Trufus

Dopo la parentesi iniziatoria della "Notte dei Serpenti", approdai al "vero" primo film. Il regista, Renzo Marignano, un signore di un'eleganza un po' compassata, un gentleman all'inglese con una punta di pedanteria che, ne sono certo, gli avrebbe permesso di disquisire per ore sull'argomento "biscotto" (non un biscotto specifico, intendiamoci, ma il concetto astratto di … Continua a leggere Venghino signori, venghino! È arrivato Trufur Trufus

San Michele aveva un gallo, mentre noi…

Ero giovane, naturalmente. L'anno di grazia 1971, o forse l'anno di disgrazia, dipende dai punti di vista. Un'età la mia in cui l'energia, come l'idiozia, abbondava e i tempi morti, le attese, mi parevano le più insidiose tra le malattie esistenziali. Così, quando Gito Battistrada, lo zio di mia moglie Cristina, mi propose di infilarmi … Continua a leggere San Michele aveva un gallo, mentre noi…

Dov’è Ferreri? Qui!

 Era il 1972, o forse il 1971, un'epoca in cui credevo ancora che il cinema fosse una nobile arte e non la mera reinterpretazione del già visto. Lavoravo ancora col buon Cavicchioli, il quale, come molti del suo tempo, era convinto che un fotografo potesse essere ovunque senza essere da nessuna parte. Quella mattina, dunque, … Continua a leggere Dov’è Ferreri? Qui!