Ricordi ascellari

Ettore, come un altro me. La nostra casa era una babele, fatta di persone, carta e inchiostro. Tra i mobili di quel Brasile d’altri tempi, i libri si accatastavano come devoti in processione, c’era il rigore di Verga, il tormento di Pirandello e le rime argute di Trilussa che, con una certa eleganza, si facevano … Continua a leggere Ricordi ascellari

Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil

Nossa casa, mamãe, Paolo e a gangue La nostra casa sorgeva in un quartiere dove il verde non era un semplice colore, ma una esplosione di esuberante vita vegetale che quasi assediava l'Avenida Paulista. A cinquanta metri da noi, all’angolo con Rua Ribeirão Preto, un albero ancestrale, una enorme Jaca, lanciava sulla terra i suoi … Continua a leggere Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil

Navigare necesse est.Almeno per me

L'Aracuan. Mio padre, con le sue due immancabili Leica IIIf, è stato il coreografo del mio sguardo, il responsabile primo del mio innamoramento per la fotografia. Ma è stato anche, suo malgrado, l’architetto della mia ossessione per la vela. Tutto ha inizio in una Montevideo dei primi anni Cinquanta, quando papà si mise in testa … Continua a leggere Navigare necesse est.Almeno per me

Benvenuti al Villino Malincontri

Febbraio 1975. Ci stavamo trasferendo in quel singolare villino dei primi del secolo scorso, incastonato tra le palme e gli alberi da frutto di un giardino pensile, a Monteverde Vecchio. Un’isola felice sopraelevata, a debita distanza dagli occhi indiscreti della strada. La privacy, unita a un affitto sospettosamente modico, ci convinsero a preferirlo ad altre … Continua a leggere Benvenuti al Villino Malincontri

Travolti da mostruose, irrisolte, passioni

Ah, i pomodori. Quelli veri, intendiamoci, non di certo le pallide imitazioni olandesi, ma le creature solari, un po' sbilenche, con quella loro livrea scarlatta striata di verde, un vago sentore di terra e un’acidità che ti stuzzica la lingua. Ci avrei costruito un’esistenza intera, un regime alimentare monocolore, e vi confesso, senza tema di … Continua a leggere Travolti da mostruose, irrisolte, passioni

Sorprendenti visite a sorpresa

Ah, la vita, una commedia involontaria, sempre lì a sorprenderti con un’improvvisazione. Lo zio di mia moglie Paola, uomo di pianura e di essenziali verità, sentenziava: “La tevla la vol granda”. E come dargli torto? Una tavolata festosa, amici che se la godono, risate e il tintinnio delle posate è un unguento per l’anima, capace … Continua a leggere Sorprendenti visite a sorpresa

Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi

Con Franco Vitale, due modelle e l'aereo residuato. Arrivai a Cavallò che era notte. L’isola mi accolse come si accoglie il cadavere putrido di un soldato della Semeillante. Unica differenza, ma non da poco: non ero reduce da un naufragio, ma solo pesantemente febbricitante. Conoscevo già quell'isola, appena un puntino nell’azzurro indifferente del mare e … Continua a leggere Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi

Méhari, specie di mammifero Artiodattilo Camelide, con una gobba. A volte si accompagna a vitelloni

Strane volizioni mi animavano in quegli anni confusi. Alla vana ricerca di un futuro da fotografo, in quei primi anni Settanta che già puzzavano di feroci compromessi, incrociai diverse figure destinate a rimanere semplici comparse nel mio personale film dell’esistenza. Avrei potuto, forse, immortalare la vacuità negli occhi di qualche mannequin per riviste patinate, ma … Continua a leggere Méhari, specie di mammifero Artiodattilo Camelide, con una gobba. A volte si accompagna a vitelloni

Eravamo a Comacchio, era il 6 maggio 1976 e c’era poco da ridere

Avevo accettato anche questa volta di fare il fotonico, ma non per soldi, sia chiaro. Mi incuriosiva conoscere l’autore di Balsamus, l’uomo di Satana, e non avevo mai partecipato ad una produzione  horror, così, quando Gianni Minervini mi propose di partecipare alle riprese di La casa dalle finestre che ridono, accettai senza riserve, E feci … Continua a leggere Eravamo a Comacchio, era il 6 maggio 1976 e c’era poco da ridere

L’Ultima donna…le ultime polpette, i problemi

Ero "ispettore di produzione", ma assistevo anche, per ragioni professionali e, diciamocelo, per un’amicizia che non si nega a nessuno, Michel De Broix, scenografo senza troppa familiarità con l'eterno, glorioso caos di Roma. Portavo sempre con me, quasi un prolungamento dell’anima, la mia fedele Leica IIIf. La usavo all’occasione, come un’arma bianca, per immortalare ciò … Continua a leggere L’Ultima donna…le ultime polpette, i problemi