Un’estate

Non erano ancora gli anni del '68 ruggente, la liberazione sessuale un miraggio all'orizzonte e il femminismo un sussurro lontano dalle piazze affollate. Eppure, nell'aria pigra di quella fine decennio, si percepiva già una crepa, un'incrinatura nell'impero dei maschi alfa e delle signorine obbedienti. Ci urtavano, diciamolo pure, le litanie triviali di quei ventenni precoci, … Continua a leggere Un’estate

Deposizione

Ah, Paolo. Un esemplare da manuale di quella diaspora tutta italiana che sparge germi di sicilianità persino tra le nebbie pauliste. Nato a Portogruaro, ma siculo fin nel midollo, come a dire che il luogo di nascita è un dettaglio trascurabile di fronte al DNA atavico del Sud. Un artista, si diceva. Definizione sempre vaga, … Continua a leggere Deposizione

Cernie & cappuccino

"Baasiluzzo? Ma dov'è Baasiluzzo? I never..." La frase, pronunciata con un aristocratico inarcarsi di sopracciglio dalla mamma americana della mia momentanea fidanzatina, suonò come un epitaffio prematuro alle mie velleità insulari. Era l'estate post-liceo, un'età in cui i quadri – quelli scolastici, s'intende, non certo le tele – erano appena stati archiviati e l'anima fremeva … Continua a leggere Cernie & cappuccino

Un amico, vero!

Era partito con l’intenzione di frequentare in Scozia un corso per mastro d’ascia e un paio di anni dopo ne tornò con un Morgan Giles d’epoca, ovviamente in legno e con le vele rosse. Traversò la Manica, da solo, e arrivato in Francia prese la via dei canali. Voleva arrivare in Mediterraneo approfittando delle vie … Continua a leggere Un amico, vero!

Una storia a otto braccia

Che anni quegli anni Sessanta! Un’epoca che non so bene se ricordo davvero o se me la sono solo raccontata così tante volte che ormai è un’ombra familiare. Nei fantastici sessanta, d'estate, quello era il posto. Non un periodo, ma un luogo con confini precisi: il Circeo. Due mesi interi. Luglio. Agosto. Come se il … Continua a leggere Una storia a otto braccia

Ricordi ascellari

Ettore, come un altro me. La nostra casa era una babele, fatta di persone, carta e inchiostro. Tra i mobili di quel Brasile d’altri tempi, i libri si accatastavano come devoti in processione, c’era il rigore di Verga, il tormento di Pirandello e le rime argute di Trilussa che, con una certa eleganza, si facevano … Continua a leggere Ricordi ascellari

Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil

Nossa casa, mamãe, Paolo e a gangue La nostra casa sorgeva in un quartiere dove il verde non era un semplice colore, ma una esplosione di esuberante vita vegetale che quasi assediava l'Avenida Paulista. A cinquanta metri da noi, all’angolo con Rua Ribeirão Preto, un albero ancestrale, una enorme Jaca, lanciava sulla terra i suoi … Continua a leggere Rua Silvia 418, São Paulo, Brasil

Brick a l’oeuf, colera e narghilè

Carlo e lo squalo a Favignana. Ponza, un’estate di un’altra era geologica. Una barca a vela che aveva visto giorni migliori, diciamo pure un’arzillo decrepito sloop, stipava un’umanità assortita: tre amici, le rispettive metà (più o meno), e un cane, la cui identità anagrafica resta avvolta nella nebbia del tempo. Destinazione ambiziosa: Capo Bon, Tunisia. … Continua a leggere Brick a l’oeuf, colera e narghilè

Teonanacatl forever!

Ditemi un po’, anime pie e peccatori di passaggio, a quanti di voi piacciono i ragni? Qualcuno ha il fegato di trovarli «belli» o, Dio me ne scampi, «appetitosi»? Eppure, in quel Brasile spudorato e magico, il ragno non è una maledizione, ma una pietanza, un boccone prelibato da accompagnare con un sorso di pinga. … Continua a leggere Teonanacatl forever!

Navigare necesse est.Almeno per me

L'Aracuan. Mio padre, con le sue due immancabili Leica IIIf, è stato il coreografo del mio sguardo, il responsabile primo del mio innamoramento per la fotografia. Ma è stato anche, suo malgrado, l’architetto della mia ossessione per la vela. Tutto ha inizio in una Montevideo dei primi anni Cinquanta, quando papà si mise in testa … Continua a leggere Navigare necesse est.Almeno per me