Deposizione

Ah, Paolo. Un esemplare da manuale di quella diaspora tutta italiana che sparge germi di sicilianità persino tra le nebbie pauliste. Nato a Portogruaro, ma siculo fin nel midollo, come a dire che il luogo di nascita è un dettaglio trascurabile di fronte al DNA atavico del Sud. Un artista, si diceva. Definizione sempre vaga, … Continua a leggere Deposizione

Arte randagia

Fu lì, in fondo a via Panisperna, sulla destra, appena prima dell’incrocio con via Cavour, che lo vidi la prima volta. Era attaccato con del nastro scotch ad una saracinesca. Mi incuriosì, scesi dalla macchina, lo osservai con attenzione, c’era qualcosa che mi attirava in quel rettangolo di cartoncino, forse i colori, oppure la particolare … Continua a leggere Arte randagia

Curriculum

Tra i tanti curricula che mi arrivavano quando la mia professione andava a gonfie vele, uno in particolare attirò la mia attenzione. Non per cosa c’era scritto, non per lo skill professionale, nossignori, ma per “come” era esposto. Raccontava, il curriculum in questione, di studi fatti, di esperienze, in verità poche e che nulla avevano … Continua a leggere Curriculum

Professoroni

Era il 1969, mamma aveva quarantasei anni quando papà morì. Otto anni era durata la sua malattia, otto lunghi terribili anni. Iniziò con una sensazione di avere una piccola “cosa” dura e mobile sotto pelle, sotto i fasci muscolari all’altezza dell’ombellico. Ricordo quando papà lo disse a mamma, a bassa voce, bisbigliando appena, per non … Continua a leggere Professoroni

Questione di orari

Via Castelfranco Veneto, l’ora incerta tra le otto e qualcosa, un vago sentore di mattino. La incrociavo sempre prima dell’angolo con via Melegari, un’apparizione composta, lo sguardo perso in chissà quali meandri della sua algida esistenza. La giacchetta rossa del Saint Georges le fasciava la figura con una precisione sartoriale che non lasciava spazio all’immaginazione. … Continua a leggere Questione di orari

Benvenuti al Villino Malincontri

Febbraio 1975. Ci stavamo trasferendo in quel singolare villino dei primi del secolo scorso, incastonato tra le palme e gli alberi da frutto di un giardino pensile, a Monteverde Vecchio. Un’isola felice sopraelevata, a debita distanza dagli occhi indiscreti della strada. La privacy, unita a un affitto sospettosamente modico, ci convinsero a preferirlo ad altre … Continua a leggere Benvenuti al Villino Malincontri

Travolti da mostruose, irrisolte, passioni

Ah, i pomodori. Quelli veri, intendiamoci, non di certo le pallide imitazioni olandesi, ma le creature solari, un po' sbilenche, con quella loro livrea scarlatta striata di verde, un vago sentore di terra e un’acidità che ti stuzzica la lingua. Ci avrei costruito un’esistenza intera, un regime alimentare monocolore, e vi confesso, senza tema di … Continua a leggere Travolti da mostruose, irrisolte, passioni

Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi

Con Franco Vitale, due modelle e l'aereo residuato. Arrivai a Cavallò che era notte. L’isola mi accolse come si accoglie il cadavere putrido di un soldato della Semeillante. Unica differenza, ma non da poco: non ero reduce da un naufragio, ma solo pesantemente febbricitante. Conoscevo già quell'isola, appena un puntino nell’azzurro indifferente del mare e … Continua a leggere Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi

L’Ultima donna…le ultime polpette, i problemi

Ero "ispettore di produzione", ma assistevo anche, per ragioni professionali e, diciamocelo, per un’amicizia che non si nega a nessuno, Michel De Broix, scenografo senza troppa familiarità con l'eterno, glorioso caos di Roma. Portavo sempre con me, quasi un prolungamento dell’anima, la mia fedele Leica IIIf. La usavo all’occasione, come un’arma bianca, per immortalare ciò … Continua a leggere L’Ultima donna…le ultime polpette, i problemi

San Michele aveva un gallo, mentre noi…

Ero giovane, naturalmente. L'anno di grazia 1971, o forse l'anno di disgrazia, dipende dai punti di vista. Un'età la mia in cui l'energia, come l'idiozia, abbondava e i tempi morti, le attese, mi parevano le più insidiose tra le malattie esistenziali. Così, quando Gito Battistrada, lo zio di mia moglie Cristina, mi propose di infilarmi … Continua a leggere San Michele aveva un gallo, mentre noi…