L'Aracuan. Mio padre, con le sue due immancabili Leica IIIf, è stato il coreografo del mio sguardo, il responsabile primo del mio innamoramento per la fotografia. Ma è stato anche, suo malgrado, l’architetto della mia ossessione per la vela. Tutto ha inizio in una Montevideo dei primi anni Cinquanta, quando papà si mise in testa … Continua a leggere Navigare necesse est.Almeno per me
Categoria: Senza categoria
Benvenuti al Villino Malincontri
Febbraio 1975. Ci stavamo trasferendo in quel singolare villino dei primi del secolo scorso, incastonato tra le palme e gli alberi da frutto di un giardino pensile, a Monteverde Vecchio. Un’isola felice sopraelevata, a debita distanza dagli occhi indiscreti della strada. La privacy, unita a un affitto sospettosamente modico, ci convinsero a preferirlo ad altre … Continua a leggere Benvenuti al Villino Malincontri
Odio i cani. Proprio non li sopporto
Cesira Sì, odio i cani. Si può dire? È politically correct? Ma cambiamo discorso, veniamo a me. Sono nato nel 1948 e la mia prima balia, si fa per dire, è stata una macchina da guerra di nome Buck. Oggi lo chiamereste pitbull, allora era solo il terrore di mia madre, bellissima étoile del Teatro … Continua a leggere Odio i cani. Proprio non li sopporto
Un accanito, indomabile, visionario
Ancora una Leica... Guardate bene questo signore. Non è il solito intellettuale in posa, ma un uomo che porta le sue fotocamere con la stessa naturalezza con cui si indossa un vecchio cappotto di ottima fattura, un po' sgualcito ma impeccabile. E poi quella sigaretta, incastrata tra le dita con una devozione che oggi i … Continua a leggere Un accanito, indomabile, visionario
Le terribili occhiate di Ferreri, le ricciole e Johnny
Tre ricciole nel buio. Avete presente il Paradiso? Ecco, l’arcipelago di Lavezzi, incastonato tra le sfumature turchesi del mare e i toni pastello delle rocce, poteva illudere di esserlo. Invece, per i 685 sfortunati imbarcati sulla Semillante, potente vascello da guerra francese, si rivelò un autentico inferno. Il 15 febbraio 1855, spinta da una tempesta … Continua a leggere Le terribili occhiate di Ferreri, le ricciole e Johnny
Avanti e indietro, non così avanti, ma parecchio indietro
São Paulo, rua Silvia 418, inverno 1954 Avevo imparato da un ballerino di mamma, del “Balet do IV Centenario”, Raoul si chiamava, a fare gli aquiloni. Carta velina colorata, strisce di canna, filo di cotone. Non serviva altro per far volare i sogni lassù, in alto, sempre più in alto. Spesso i sogni terminavano bruscamente quando … Continua a leggere Avanti e indietro, non così avanti, ma parecchio indietro
Travolti da mostruose, irrisolte, passioni
Ah, i pomodori. Quelli veri, intendiamoci, non di certo le pallide imitazioni olandesi, ma le creature solari, un po' sbilenche, con quella loro livrea scarlatta striata di verde, un vago sentore di terra e un’acidità che ti stuzzica la lingua. Ci avrei costruito un’esistenza intera, un regime alimentare monocolore, e vi confesso, senza tema di … Continua a leggere Travolti da mostruose, irrisolte, passioni
Era il 38 luglio, un anno prima era scoppiata Reggio
Un take d'agenzia, luglio 1970 Ah, l'estate, quella breve parentesi tra un lavoro e l'altro, un brodo di niente in cui a volte galleggia qualche saporito imprevisto. Luglio, dicevamo? Un mese come tanti, un sole che picchiava sulla carrozzeria della 125 di Vladi, un'auto potente e generosa, come spesso sono le cose prestate, che ci … Continua a leggere Era il 38 luglio, un anno prima era scoppiata Reggio
Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi
Con Franco Vitale, due modelle e l'aereo residuato. Arrivai a Cavallò che era notte. L’isola mi accolse come si accoglie il cadavere putrido di un soldato della Semeillante. Unica differenza, ma non da poco: non ero reduce da un naufragio, ma solo pesantemente febbricitante. Conoscevo già quell'isola, appena un puntino nell’azzurro indifferente del mare e … Continua a leggere Da Flaiano a Ferreri, passando per Lavezzi
Brazil, ta ta ttata tataaa…
La mia caderneta escolar de identidade, Colegio Pais Leme. Sao Paulo, 1956 Accadde tutto in quel Brasile primordiale, in cui il tempo sembrava un’invenzione del tutto imperfetta e il mondo ancora profumato di colori saturi, miracoli e cachaça. Erano gli anni cinquanta, un’epoca in cui la vita scorreva con la lentezza dei fiumi amazzonici, e … Continua a leggere Brazil, ta ta ttata tataaa…