Orme

Gibellina. “Non sei molto lontano da me, mezz’ora di strada”. Avevo appena postato una foto di Ettore e Paola davanti al tempio F di Selinunte, quando mi apparve questa risposta, un invito esplicito, secco, perentorio, quasi quanto un ordine. In realtà erano passati cinquantacinque anni dall’ultima volta che ci eravamo visti, tanti. Era un chiaro … Continua a leggere Orme

All’alba

Avevo più o meno 24 anni e quella mattina ero arrivato alla Elios, il villaggio western sulla Tiburtina, prestissimo, erano solo le 6,30 del mattino. Avevamo in programma una giornata densa e faticosa, e con il mio borsone da fotografo ero già al bar interno agli studios per il primissimo caffè della giornata. La preparazione … Continua a leggere All’alba

Deposizione

Ah, Paolo. Un esemplare da manuale di quella diaspora tutta italiana che sparge germi di sicilianità persino tra le nebbie pauliste. Nato a Portogruaro, ma siculo fin nel midollo, come a dire che il luogo di nascita è un dettaglio trascurabile di fronte al DNA atavico del Sud. Un artista, si diceva. Definizione sempre vaga, … Continua a leggere Deposizione

Un amico, vero!

Era partito con l’intenzione di frequentare in Scozia un corso per mastro d’ascia e un paio di anni dopo ne tornò con un Morgan Giles d’epoca, ovviamente in legno e con le vele rosse. Traversò la Manica, da solo, e arrivato in Francia prese la via dei canali. Voleva arrivare in Mediterraneo approfittando delle vie … Continua a leggere Un amico, vero!

Una storia a otto braccia

Che anni quegli anni Sessanta! Un’epoca che non so bene se ricordo davvero o se me la sono solo raccontata così tante volte che ormai è un’ombra familiare. Nei fantastici sessanta, d'estate, quello era il posto. Non un periodo, ma un luogo con confini precisi: il Circeo. Due mesi interi. Luglio. Agosto. Come se il … Continua a leggere Una storia a otto braccia

Ricordi ascellari

Ettore, come un altro me. La nostra casa era una babele, fatta di persone, carta e inchiostro. Tra i mobili di quel Brasile d’altri tempi, i libri si accatastavano come devoti in processione, c’era il rigore di Verga, il tormento di Pirandello e le rime argute di Trilussa che, con una certa eleganza, si facevano … Continua a leggere Ricordi ascellari

Teonanacatl forever!

Ditemi un po’, anime pie e peccatori di passaggio, a quanti di voi piacciono i ragni? Qualcuno ha il fegato di trovarli «belli» o, Dio me ne scampi, «appetitosi»? Eppure, in quel Brasile spudorato e magico, il ragno non è una maledizione, ma una pietanza, un boccone prelibato da accompagnare con un sorso di pinga. … Continua a leggere Teonanacatl forever!

Navigare necesse est.Almeno per me

L'Aracuan. Mio padre, con le sue due immancabili Leica IIIf, è stato il coreografo del mio sguardo, il responsabile primo del mio innamoramento per la fotografia. Ma è stato anche, suo malgrado, l’architetto della mia ossessione per la vela. Tutto ha inizio in una Montevideo dei primi anni Cinquanta, quando papà si mise in testa … Continua a leggere Navigare necesse est.Almeno per me

Benvenuti al Villino Malincontri

Febbraio 1975. Ci stavamo trasferendo in quel singolare villino dei primi del secolo scorso, incastonato tra le palme e gli alberi da frutto di un giardino pensile, a Monteverde Vecchio. Un’isola felice sopraelevata, a debita distanza dagli occhi indiscreti della strada. La privacy, unita a un affitto sospettosamente modico, ci convinsero a preferirlo ad altre … Continua a leggere Benvenuti al Villino Malincontri

Travolti da mostruose, irrisolte, passioni

Ah, i pomodori. Quelli veri, intendiamoci, non di certo le pallide imitazioni olandesi, ma le creature solari, un po' sbilenche, con quella loro livrea scarlatta striata di verde, un vago sentore di terra e un’acidità che ti stuzzica la lingua. Ci avrei costruito un’esistenza intera, un regime alimentare monocolore, e vi confesso, senza tema di … Continua a leggere Travolti da mostruose, irrisolte, passioni